“Il nostro impegno deve essere forte, un impegno concreto, che parte da Buggerru, ma che non si ferma a Buggerru. Dobbiamo far partire da qui un’azione di responsabilità e fare in modo che le lavoratrici e i lavoratori riacquistino la dignità e i diritti che purtroppo a volte sono costretti a perdere”. Lo ha detto la segretaria generale della UIL Sardegna, Fulvia Murru, nel corso della commemorazione per l’eccidio di Buggerru. “Ci sono dei luoghi in cui ci ricordiamo la storia – ha detto la segretaria – e ce ne sono altri in cui la storia la respiriamo. Buggerru è uno di quei luoghi. Qui si respira la fatica che nel 1904 i minatori, al buio, sporchi, sottoterra, hanno fatto per conquistare i diritti, quei diritti che oggi noi abbiamo nei contratti, nei protocolli che noi rivendichiamo e cerchiamo di portare avanti e migliorare”. La segretaria ha ricordato il sacrificio di quei minatori “che non tornarono a casa e vennero uccisi perché chiedevano un’ora di riposo. Il sacrificio di quella gente portò alla nascita del movimento dei lavoratori italiani e al primo sciopero nazionale”.
La segretaria generale della Uil Sardegna ha ribadito che quel sacrificio oltre a essere commemorato ogni 4 settembre deve essere ricordato tutti i giorni. Poi gli interrogativi: Cosa è cambiato? Che cosa ci hanno insegnato quelle persone? “Noi crediamo che tanto ancora bisogna fare, perché purtroppo la sicurezza nei luoghi di lavoro in alcuni casi non è migliorata – ha sottolineato Murru – Non è migliorata nelle fabbriche, nell’industria e in tutte quelle situazioni dove si predilige portare avanti il profitto e non la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori. Noi lì dobbiamo fare in modo che non ci sia più nessun morto sul lavoro. Bisogna ridare dignità e sicurezza alle lavoratrici e ai lavoratori. È il nostro impegno”. La segretaria ha posto l’accento anche sulla dignità salariale: “I salari sono troppo bassi – ha ribadito – bisogna fare uno sforzo: tutti insieme, parti sociali, parti sindacali, politica, fare in modo che le lavoratrici e i lavoratori riacquisiscano quella dignità che purtroppo si sta perdendo”.
“Il nostro impegno deve essere costante – ha concluso Murru -, deve essere un impegno senza fare sconti a nessuno, perché il profitto non vale una vita umana. E allora insieme, per la dignità, per la Sardegna e per il lavoro”.

