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NOTA STAMPA: Cgil Cisl Uil della sardegna chiedono un’immediata svolta nelle politiche dello sviluppo. Le responsabilità e le difficoltà che in sardegna ostacolano la crescita economica e il lavoro. PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Venerdì 20 Gennaio 2012 16:50

NOTA STAMPA:

Cgil Cisl Uil della sardegna chiedono un’immediata svolta nelle politiche dello sviluppo. Le responsabilità e le difficoltà che in sardegna ostacolano la crescita economica e il lavoro.

La Sardegna vive una crisi senza precedenti, su più versanti, e in particolare su quelli del lavoro, delle attività produttive e del sistema di sicurezza sociale. Problemi di dimensione planetaria interferiscono con quelli più prettamente locali. Questi non possono essere, dunque, tempi di gestione ordinaria delle questioni che più attengono al governo della cosa pubblica e allo sviluppo economico e sociale. L’immobilismo della politica è cosa grave quanto e più della crisi che attanaglia il sistema produttivo.
Nell’Isola, infatti, non vengono affrontate le cause vicine e lontane delle difficoltà in cui versa l’economia e la società sarda:
1. la crisi produttiva continua a segnare livelli mai raggiunti non solo per le difficoltà dell’economia mondiale, ma soprattutto per non aver ancora trovato soluzione alle diseconomie che pesano storicamente, e che oggi si acuiscono sulle imprese. In particolare i trasporti, il costo energetico, la burocrazia, il credito, i servizi, i costi dell’insularità e il mancato riconoscimento delle pari opportunità rispetto al resto del Paese, il deficit infrastrutturale, materiale e immateriale;
2. il vuoto strategico su agricoltura, allevamento e industria. La Regione, infatti, non è stata in grado di produrre un progetto sul quale avviare il confronto con gli operatori del settore e le parti sociali. Mentre crolla sia il primario che il secondario non è certo sufficiente, da parte della Regione, intervenire nella fase ormai terminale delle crisi aziendali per tentare di arginarle o per gestire la partita degli ammortizzatori sociali;
3. un sistema regionale di sicurezza sociale da rivisitare. A iniziare dall’individuazione di nuove norme e misure in grado di cogliere le difficoltà in cui versano i cittadini a causa del fenomeno congiunto di disoccupazione e povertà materiale;
4. l’assenza di un piano per il lavoro e di lotta alla disoccupazione giovanile, che pesa, insieme alla crisi, sull’incremento del tasso di disoccupazione;
5. il ritardo sulle riforme istituzionali e della Regione che spiega la scarsa efficienza ed efficacia quanto a programmazione dello sviluppo, capacità di spesa e attuazione delle politiche. Vive infatti una crisi senza precedenti l’istituzione Regione, anche a causa del deficit di capacità di governo, ma anche per l’urgenza di ridefinirla come soggetto di regolazione delle aspettative e dei bisogni dei sardi e di programmazione dello sviluppo insieme alle istituzioni locali. Questa crisi rende ormai sempre più evidente la difficoltà dell’ente Regione di rendersi credibile in fase di attuazione delle norme e degli accordi che si sottoscrivono.
6. il silenzio su un nuovo Patto costituzionale Stato-Regione, a partire dall’urgenza del nuovo statuto della Sardegna, dai poteri necessari all’autogoverno, e dalla definizione dei parametri e degli obiettivi necessari a garantire l’autonomia finanziaria della Regione.
Tutto ciò in una fase caratterizzata da un attacco senza precedenti alla specialità, con il tentativo da più parti di ricondurla ad un’ordinarietà e omologazione che renderebbe ancora di più debole e periferica l’Isola.

Ultimo aggiornamento Venerdì 20 Gennaio 2012 17:00
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Camera Sindacale Provinciale UIL di Cagliari: conferenza stampa unitaria delle segreterie provinciali di CGIL, CISL, UIL. 9 gennaio 2012. PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Lunedì 09 Gennaio 2012 17:44

Camera Sindacale Provinciale UIL di Cagliari: conferenza stampa unitaria delle segreterie di CGIL, CISL, UIL. Lunedì, 9 gennaio 2012.

INTERVENTO INTRODUTTIVO

2011 L’ anno della crisi ….. ed il 2012?


"Preoccupazioni , analisi, valutazioni, proposte del Sindacato confederale cagliaritano CGIL-CISLUIL
nella consapevolezza della necessità di dover svolgere un ruolo importante di critica, ma soprattutto di stimolo e proposta. Funzione che si intende assumere nel nuovo anno recitando un ruolo da protagonista, per interpretare al meglio il mandato di rappresentanza di una larga fetta di società composta da lavoratori, pensionati e disoccupati, giovani, uomini,donne ed anziani.
PREMESSA:
E’ importante che CGIL CISL UIL abbiano raggiunto a livello nazionale l’unità di azione essendo
capaci di rappresentare unitariamente problemi ed interessi, pur nelle ovvie diversità. Ciò appare un buon viatico per gestire al meglio le difficoltà rappresentate dal dover far fronte ad una crisi epocale completamente diversa, nei contenuti e nei confini, da altre conosciute in passato. Patrimonio di unitarietà che per le Segreterie CGIL CISL UIL di Cagliari non è mai stato in discussione e che perciò intendono confermare, richiamando tutti i soggetti istituzionali ed economici di riferimento ad un ritrovato senso di responsabilità, da esercitarsi attraverso una coesione sociale ancora più forte e necessaria per arginare le gravi difficoltà cui le famiglie e i cittadini sono sottoposte in questo ultimo periodo.
LO SCENARIO DI RIFERIMENTO:
E’ un quadro desolante nei suoi numeri, come denunciato dall’ intero Sindacato Sardo nel corso di
tutto il 2011, culminato in due iniziative forti, il sit-in di aprile dell’ intero comparto produttivo e soprattutto lo sciopero generale svoltosi a Cagliari l’ 11 novembre, che ha avuto una partecipazione straordinaria. Quest’ ultima iniziativa preceduta dall’ Assemblea dei Quadri, Delegati ed RSU della provincia di Cagliari, partecipata e numerosa come non mai, sta a significare delle condizioni di arretramento delle condizioni economiche e sociali, così come testimoniato dai diversi interventi dei delegati presenti, in cui versa pericolosamente il territorio Cagliaritano (...)".

- La relazione introduttiva alla conferenza stampa unitaria 2012 in formato .pdf

- Il mercato del lavoro nella provincia di Cagliari (fonte Centro servizi del lavoro della provincia di Cagliari) in formato .pdf

 

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Gennaio 2012 18:28
 
Corso di formazione mobbing, stalking in preparazione di apertura di centri d'ascolto. PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Giovedì 17 Novembre 2011 20:05

Corso di formazione mobbing, stalking in preparazione di apertura di centri d'ascolto.

Il 1° e 2 dicembre 2011, con inizio alle ore 10:30, si svolgerà a Cagliari, presso la sede regionale UIL di via Po 1, nel saloncino del quarto piano, il primo corso di formazione su mobbing e stalking in preparazione dell'apertura dei centri d'ascolto in Sardegna. Il corso verrà tenuto dalla responsabile nazionale Alessandra Menelao e sarà aperto alla partecipazione di 25 persone provenienti da tutte le realtà UIL della Sardegna. Alla fine del corso di primo livello verrà rilasciato un attestato di frequenza ai singoli partecipanti.

La circolare in formato .pdf

Il programma del corso in formato .pdf

Ultimo aggiornamento Martedì 20 Dicembre 2011 09:20
 
CGIL-CISL-UIL della Sardegna: sciopero generale e manifestazione popolare a Cagliari, venerdì 11 novembre 2011. PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Venerdì 04 Novembre 2011 16:45

SCIOPERO GENERALE DELLA SARDEGNA - MANIFESTAZIONE POPOLARE A CAGLIARI
VENERDI' 11 NOVEMBRE 2011

Concentramento ore 09:00 a Piazza Giovanni XXIII - Conclusione in Piazza Jenne.

PER IL LAVORO, I DIRITTI, LE RIFORME, PER LO SVILUPPO DELLA SARDEGNA
RIVENDICHIAMO

Il rispetto degli impegni e degli accordi sottoscritti, a cominciare dall'intesa con la Regione del 4 giugno 2010, e l'assunzione di responsabilità contro gli sperperi della politica, resi ormai intollerabili a confronto con i gravi sacrifici imposti ai lavoratori, ai pensionati e alle classi popolari. Il diritto dei sardi a disporre delle proprie risorse senza ricatti e senza indebite sottrazioni, per conquistare un livello decente di servizi e infrastrutture sociali e materiali. L'adozione di un nuovo grande Piano di Rinascita della Sardegna, che sia fondato su un vero programma straordinario per il lavoro, soprattutto dei giovani e delle donne, che incentivi adeguatamente la creazione di nuova occupazione e la stabilizzazione dei posti di lavoro, e che preveda l'avvio immediato delle opere cantierabili nei centri urbani e nelle reti materiali; che investa più risorse nel comparto arLgiano e nella valorizzazione delle attività locali e tradizionali; che contrasti l'abbandono delle aree rurali e lo spopolamento delle zone interne, attraverso la valorizzazione delle filiere produAve del comparto primario e delle risorse ambientali e forestali; che sostenga una politica industriale e dei settori produttivi di alto profilo fatta d'investimenti e innovazione, con riguardo particolare alla produzione locale e alla distribuzione dell'energia, alla qualità e stabilità dei servizi di trasporto esterno e interno, all'implementazione delle reti delle telecomunicazioni; che guardi alla crescita del comparto turistico insieme alla valorizzazione delle risorse locali senza spingere al consumo irreversibile del territorio; che estenda e riqualifichi i servizi pubblici e la rete socio-sanitaria-assistenziale in tutte le realtà regionali Più risorse per l'istruzione, la formazione e la ricerca pubbliche e per il superamento del precariato nella P.A., contro gli anacronistici tagli alla Scuola, all'Università e agli Enti di Ricerca, affermando le prerogative della Regione nella programmazione delle attività e della rete scolastiche. La revisione immediata del patto di stabilità interna, per rendere disponibili per la spesa le risorse bloccate in tante amministrazioni locali e servizi centralizzati, per poter migliorare i servizi sociali, il sostegno alle famiglie e dare spessore alle azioni di contrasto della povertà.
Il rinnovo del patto costituzionale con lo Stato, che riconosca lo status d'insularità e di specialità della
Sardegna, realizzando concretamente il federalismo solidale per superare la condizione oggeAva di debolezza che limita la nostra integrazione con l'Italia e l'Europa.
Una vera riforma della amministrazione regionale, per renderla più efficiente ed efficace nella
programmazione e nella spesa e per realizzare una piena sussidiarietà interna verso gli EE.LL., sostenendo i piccoli comuni, difendendo i presidi pubblici in tutti i territori e incentivandone le forme aggregate di gestionendelle attività amministrattive e sociali e dei servizi ai cittadini.
Per questo, CGIL CISL UIL della Sardegna proclamano lo sciopero generale e, unitamente alle istituzioni locali e tante altre forze sociali, associazioni del volontariato civile, tematico e culturale, movimenti giovanili e studenteschi, scendono a protestare in piazza.

- Il manifesto in formato .pdf

Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Novembre 2011 17:03
 
DICHIARAZIONE DI LUIGI ANGELETTI SEGRETARIO GENERALE UIL SULLA PROCLAMAZIONE DELLO SCIOPERO GENERALE DA PARTE DELLA CGIL. PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Mercoledì 24 Agosto 2011 16:30

DICHIARAZIONE DI LUIGI ANGELETTI SEGRETARIO GENERALE UIL SULLA PROCLAMAZIONE DELLO SCIOPERO GENERALE DA PARTE DELLA CGIL.

"Siamo di fronte all'ennesimo sciopero generale proclamato dalla Cgil "in solitaria": non produrrà alcun effetto se non di far perdere un po' di soldi ai lavoratori. Sarebbe, invece, necessario esercitare una pressione nei confronti delle forze parlamentari perchè apportino tutte quelle modifiche che abbiamo
chiesto, insieme alle altre parti sociali, al fine di rendere la manovra più equa ed efficace. A tal proposito, il prossimo 1 settembre, faremo un'iniziativa davanti al Senato, dove è in approvazione la manovra, per sostenere le nostre chiare ed individuate proposte di modifica".
Roma 23 Agosto, 2011

 
PROPOSTE DELLE PARTI SOCIALI SULLA SITUAZIONE ECONOMICA DEL PAESE. PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Venerdì 05 Agosto 2011 08:59

PROPOSTE DELLE PARTI SOCIALI SULLA SITUAZIONE ECONOMICA DEL PAESE.

4 agosto 2011.

La tempesta che stiamo attraversando è connessa a fragilità intrinseche di un’Unione Europea che è ancora carente sotto il profilo politico e degli assetti istituzionali. L’accordo raggiunto il 21 luglio scorso dal Consiglio europeo non è sufficiente. I mercati ci hanno detto che non basta. Comprendiamo che è difficile convincere gli altri Paesi a fare di più, ma riteniamo che questo sia assolutamente necessario.
Occorre, pertanto, promuovere da parte del Governo italiano un’immediata azione verso i governi e le istituzioni europee affinché l’Unione riprenda vigore e capacità d’iniziativa. Questo contribuirebbe a ridurre la pressione sui titoli italiani. Il momento è grave. Va affrontato con la massima determinazione senza cercare scuse o scappatoie. Sappiamo tutti che la crisi ha in ampia misura origini internazionali.
Ma spetta a noi e solo a noi italiani fare tutto il possibile per il nostro Paese. La politica di bilancio resta il cuore dei nostri problemi. Le turbolenze di questi giorni dimostrano senza alcun dubbio che i mercati non hanno fiducia nell’impegno dell’Italia a conseguire il pareggio di bilancio nel 2014. Evidentemente occorre fare di più. L’eliminazione di ogni dubbio circa la solidità di lungo periodo dei nostri conti pubblici è un obbligo ineludibile di fronte al quale oggi ci troviamo.

Ultimo aggiornamento Venerdì 05 Agosto 2011 09:07
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CRISI: ANGELETTI, NECESSARIO PRENDERE DECISIONI TEMPESTIVE. PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Venerdì 05 Agosto 2011 08:56

CRISI: ANGELETTI, NECESSARIO PRENDERE DECISIONI TEMPESTIVE.

(AGI) - Roma, 4 ago. - Durante gli incontri con il governo e con le opposizioni "e' stata sottolineata la necessita' di prendere decisioni tempestive" per affrontare la grave situazione economica.
Lo ha detto Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, conversando con i giornalisti al termine delle riunioni.
"Abbiamo apprezzato la disponibilita' delle opposizioni - ha aggiunto - di sostenere anche in Parlamento i provvedimenti che noi riteniamo utili e urgenti". I tempi per arrivare a delle soluzioni, ha poi sottolineato, saranno brevi: "tutti abbiamo la consapevolezza che deve essere questione di giorni e non di mesi. Abbiamo assunto l'impegno di continuare a lavorare nei prossimi giorni". (AGI)

 
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