Transizione energetica, Murru: “Sardegna pronta a discutere del proprio futuro, ma non ad accettare decisioni calate dall’alto”

“Le parole del ministro Pichetto Fratin aprono un confronto che va affrontato senza pregiudizi ideologici ma con grande senso di responsabilità. È evidente che non si possa immaginare di lastricare la Sardegna di pale eoliche e pannelli fotovoltaici senza una programmazione seria, senza il coinvolgimento delle comunità locali e senza il rispetto del territorio, del paesaggio e delle vocazioni produttive dell’Isola”. Così la segretaria generale della UIL SARDEGNA, Fulvia Murru intervenendo dopo le dichiarazioni rilasciate dell’ambiente e la sicurezza energetica.

“La transizione energetica è una necessità, ma non può trasformarsi nell’ennesimo sacrificio imposto alla Sardegna – evidenzia Murru -. Da anni continuiamo a sopportare servitù energetiche e industriali, mentre famiglie e imprese si trovano ancora a fare i conti con costi dell’energia che penalizzano la competitività del nostro sistema produttivo e scoraggiano nuovi investimenti. Se il Governo ritiene che il nucleare di terza generazione avanzata possa contribuire al futuro fabbisogno energetico nazionale, la discussione deve essere trasparente e basata su dati scientifici, valutazioni ambientali e garanzie di sicurezza. Tuttavia, nessuno può pensare che la Sardegna debba essere ancora una volta individuata come semplice piattaforma energetica al servizio di altri territori senza che vi siano benefici concreti per i cittadini e per le imprese sarde”.
“Va inoltre ricordato – aggiunge la segretaria – che il nucleare non rappresenta una risposta immediata: tra iter autorizzativi, progettazione e realizzazione degli impianti, i tempi stimati sono nell’ordine di 10-15 anni. Per questo oggi la priorità resta garantire energia sicura e a costi competitivi, sostenere l’industria esistente, attrarre nuovi investimenti e sviluppare le fonti rinnovabili con criteri chiari, privilegiando le aree industriali già compromesse e non il consumo indiscriminato di territorio”.
“Credo che la Sardegna sia pronta a discutere del proprio futuro energetico – conclude la segretaria generale dalla UIL SARDEGNA – , ma non ad accettare decisioni calate dall’alto. Prima di decidere dove produrre energia, occorre stabilire come quella energia possa generare sviluppo, occupazione e competitività per i territori che la producono. Solo così la transizione energetica potrà essere davvero giusta e sostenibile.

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